A voler citare un’affermazione di inizio secolo, se e’ vero che la civilta’ di un popolo si poteva misurare dal sapone che veniva usato, oggi terzo millennio – ai tempi della Democrazia e della Costituzione con il suo articolo 51 con voto alle donne dal dopoguerra in poi – la situazione nei fatti della quotidiana pratica vede ancora sparute minoranze femminili barcamenarsi in ambienti costruiti a misura di maschi di fine Ottocento e, se di politica parliamo, la presenza femminile nella nostra Nazione e’ a tutt’oggi tra le piu’ basse d’Europa.
Cosi’, dopo i risultati di recenti e criticati studi che hanno “scientificamente” dimostrato che il gentil sesso preferisce la vita casalinga e le gioie della famiglia per motivi ormonali, pare che sia arrivato un motivo in piu’ perche’ le donne stiano lontane dalla politica “cosi’ becera mascolina e bassa” poco adatta ai voli pindarici delle alte vette che sembrano le preferite dalle donne mentre i loro uomini stanno a “razzolare” nell’orto della polis.
Un quadro a tinte fosche e’ quello che salta fuori dalle lotte all’ultimo sangue a cui si sta assistendo nei giorni precedenti alla presentazioni delle liste per le tornate elettorali di Aprile.
E se due donne guidano la coalizione di centro-sinistra nella Regione Sicilia, di certo tuttavia la loro presenza non ha impedito esclusioni eccellenti ed inclusioni fuori dalle regole stabilite.
Che dire poi di una citta’ come Rosolini dove solitamente la presenza femminile in politica viene utilizzata come “paravento” di familiari e parenti….
La triste fine della Consulta Femminile – nonostante la vetustita’ della legge che la istitui’ nel lontano 1975 – ne e’ un tipico esempio…. la presenza femminile del centro elorino preferisce aderire ad associazioni di volontariato e solo 2 sono le donne elette in seno al consiglio comunale uscente.
Nei ricordi va quella di Luisa Moltisanti che, unica consigliera ed apripista della zona, riusciva faticosamente ad emergere nella politica locale, per poi “lasciare” per il venir meno delle condizioni.
Donne di casa e donne di lavoro, difficilmente donne di politica dove il predominio maschile non ha mai fatto passare le cosiddette “quote rosa” in Parlamento in una societa’ dove a tutt’oggi – terzo millennio nella culla della civilita’ quale l’Europa e’ – un magistrato si permette di far interrogare e perquisire una donna appena uscita dalla sala operatoria.
Il clima e’ da ritorno all’oscurantismo e, come sempre, le donne hanno dovuto chieder permesso ad un maschio prima di occupare una posizione.
Tuttavia, a margine di queste considerazioni, campeggia una splendida Costituzione, quella Italiana che vale la pena cercare di attuare.